Storia dell’alcolizzato e della birra che gli insegnò a volare

Oggi finalmente sono riuscito a dormire, casa dolce casa. Ho dormito poco in passato, soprattutto (e ovviamente) durante i viaggi con i miei amici, dove le notte insonni erano un appuntamento fisso. Ma non ho mai sofferto il non dormire come l’ho sofferto questi giorni, sarà perchè devo studiare e ho bisogno di energie. Comunque, mi sento molto meglio ora.

Stasera ho una festa di laurea, finalmente qualcosa di stimolante 😀 Non credo di avere problemi con l’alcol, anche se mi piace molto bere, ma è dura non cedere alla tentazione di far parte della giungla che si viene a creare in queste occasioni. Sono come quei riti nei quali gli antichi si drogavano e bevevano e scopavano, i culti orgiastici moderni dove però non c’è sfrenatezza sessuale, i tempi sono cambiati. C’è quel qualcosa che si viene a creare nel gruppo di bevitori, un’intesa, un gioco di complicità, la felicità d’essere stati spedit su di un altro pianeta. Non vorrei elogiare così tanto l’alcol, non è poi così corretto. Ma nella mia ricerca della felicità non ho ancora trovato il modo di ubriacarmi senza bere, e giuro, ci ho provato con tutto me stesso. La realtà a volte è troppo difficile da digerire, da buttare giù e l’ho promesso a me stesso: troverò il modo. Nel frattempo mi concedo qualche giorno da alcolista, giusto un po’.

Il karma negativo sembra avermi lasciato in pace almeno per oggi. Questo fine settimana ho organizzato qualcosa di carino con la mia ragazza, è la mia terapia per farla riprendere o almeno distrarre e sembra funzionare. Il karma positivo ringrazia.

Amen.

Brindisi con la birra

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