Appeso ad un filo

Oggi vi scrivo dalla biblioteca dell’università. Internet sembra funzionare meglio e mi sento più rilassato. Sono giorni tristi, la mia ragazza è depressa e ho da dare tre esami all’università in un mese. Vorrei tanto riuscire ad affrontare tutti i miei problemi con il sorriso, con positivà, quella che in questo periodo mi manca. Sapete, stare in compagnia di qualcuno aiuta molto, ti fa sorridere se sei con le persona giuste: il problema è quando sono da solo.

Cerco di non specchiarmi per non vedere la mia faccia moscia, le occhiaie che ultimamente sono più profonde del solito. Non capisco il perchè, eppure dormo! Questa mattina mi sono svegliato pensando “Sono davvero felice?”. Non ho saputo rispondere. Come ho scritto la mia ragazza è depressa, probabilmente lei contribuisce al mio malessere, forse ne è la causa principale. Un macigno che non riesco più a trasportare. Certo, la aiuto, le sono vicino e almeno con lei mantengo un bel sorriso, quello con i denti. Ma dentro sono sdentato, ho bisogno di denti nuovi.

Sto vivendo appeso ad un filo. Vorrei correre fuori dalla biblioteca e gridare che sono stanco, che rivoglio l’estate e le serate con gli amici, quando lei era lontana così come i suoi problemi. Ma l’amore non è anche questo? Condividere la sofferenza? Probabilmente, ma l’amore non tiene conto che anch’io ho una vita.

È difficile essere innamorati a volte…

Appeso ad un filo

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