Sulla porta dell’inferno

Sono nella mia nuova casa da studente, non vi dirò in quale città, ma sono lì. Ho lottato per convicere mia madre a prendere in affitto una stanza, lotta per la libertà. Perchè si, a casa iniziavo a sentirmi soffocare, avevo bisogno dei miei spazi, dei miei tempi e delle mie abitudini. Avevo bisogno della birra nel frigo, di fare pratica come casalingo e imparare a gestire la mia vita, i miei tempi, i miei pochi soldi. Ed eccomi qui, mentre scrivo dal mio portatile connesso alla rete del mio cellulare, maledetta lenta rete del mio cellulare.

Ah, ho dimenticato le presentazioni. Sono sempre e solo una formalità, uno scambio di informazioni non equo: ti dirò il mio nome, ma io non saprò mai il tuo. Parlo del nome reale, quello che abbiamo scritto dentro da qualche parte. Quel nome che noi custodiamo ferocemente e che è incomprensibile al di fuori, sempre se si riesca ad intravederlo. Per questo credo che dirvi il mio nome non servirà a niente, mi piace definirmi l’uomo senza testa.

Ciò che invece posso dirvi è che questo blog ha uno scopo ben preciso: raccontare. Raccontare storie di vita, forse la mia, forse quella di un passante, o quella d’un amico in giro per il mondo. A dir la verità, raccontare non è tutto ciò che voglio. Ho il bisogno ardente di mettermi in gioco.

Datemi spazio, datemi aria.

Ingresso inferno

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...